Testimoni e Profeti della Carità

TESTIMONI E PROFETI DELLA CARITA’

“Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (Attti 4,20)

 

L’8 dicembre 1975 Paolo VI promulgava l’esortazione apostolica ‘Evangelii Nuntiandi’, uno dei documenti più importanti e discussi del suo Pontificato.

Al n. 24 del documento, Paolo VI scriveva che “l’evangelizzazione è un processo complesso e dagli elementi vari: rinnovamento dell’umanità, testimonianza, annuncio esplicito, adesione del cuore, ingresso nella comunità, accoglienza dei segni, iniziative di apostolato”.

In pratica, quel documento, nato tra opposte tendenze di chi riduceva l’evangelizzazione alla promozione umana (cadendo in una ‘nuova secolarizzazione’) e di chi escludeva la promozione umana dall’evangelizzazione, si affermava che tra evangelizzazione e promozione umana esistono legami profondi.

In forza di questa visione complementare, dinamica dell’evangelizzazione della Chiesa e nella Chiesa, Paolo VI arrivava ad affermare che la prima forma di annuncio è la testimonianza. In un mondo ricco di messaggi, in parole e immagini, che talora disorientano, scandalizzano, l’uomo cerca “più volentieri i testimoni che i maestri… o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni” (E.N. n.41).

La Chiesa che evangelizza è una Chiesa di “testimoni”, di “testimonianze”, di “profeti” e di “segni” che incarnano nella propria storia la gioia di aver incontrato Gesù.

La Chiesa che testimonia è una Chiesa che osserva e valuta, ragiona sulle tragedie e sulle possibilità umane per costruire un futuro, per sperare.

Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale di quest’anno, sottolinea come “Nel contesto attuale c’è bisogno urgente di missionari di speranza che, unti dal Signore, siano capaci di ricordare profeticamente che nessuno si salva da solo. Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Tutto ciò che abbiamo ricevuto, tutto ciò che il Signore ci ha via via elargito, ce lo ha donato perché lo mettiamo in gioco e lo doniamo gratuitamente agli altri… la missione evangelizzatrice della Chiesa esprime la sua valenza integrale e pubblica nella trasformazione del mondo e nella custodia del creato”.

Il nostro Vescovo Ernesto, nella sua Lettera Pastorale per l’anno 2021/2022, quasi facendo eco alle parole di Papa Francesco e di San Paolo VI, così sottolinea: “La Carità nasce dall’esperienza dell’Amore di Dio: solo chi fa quotidianamente l’esperienza di sentirsi amato può comprendere fino in fondo il comandamento dell’Amore”… ossia che una vera evangelizzazione nasce da una relazione intima e concreta con il Signore Gesù, dono di amore gratuito del Padre all’umanità, e si traduce inevitabilmente nella condivisione di tale dono con gesti di fraternità e condivisione. “Se un fratello o una sorella sono nudi, dice san Giacomo, se mancano del sostentamento quotidiano, e uno di voi dice loro: “Andate in pace, riscaldatevi, sfamatevi”, senza dar loro quel che è necessario al loro corpo, a che servirebbe?”.

Il vescovo si chiede: “Cosa significa concretamente credere all’Amore di Dio? Significa essere consapevoli della nostra vocazione ma, allo stesso tempo, essere sempre certi che Dio ci ama, ci sostiene, ha misericordia di noi. E noi con la nostra mano ci aggrappiamo alla mano di Dio che solo è capace di darci serenità e sicurezza”. E ancora: “Come concretamente daremo ‘spazio’ all’Amore misericordioso di Dio?”…attraverso la testimonianza della Carità… che non è solo impegno socio-politico a favore degli ultimi, ma è essere come Dio stesso: Amore! “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv. 13, 34 )  Chi ha fatto esperienza dell’amore di Dio, non può chiudersi in sé ma deve gridare al mondo intero la buona notizia, In qualche modo  incarna l’amore stesso di Dio  e diventa una straordinaria sorgente di energia spirituale, capace di sconvolgere gli eventi

Pertanto, come Centro Diocesano di Animazione Missionaria, in quest’anno dedicato alla Carità, non possiamo, in linea con il tema nazionale dell’Ottobre missionario “TESTIMONI E PROFETI”, non sottolineare come una vera evangelizzazione (profeti) sarà credibile se accompagnata da una vera e fattiva testimonianza della Carità, dell’essere stesso di Dio! Non si può annunciare credibilmente agli uomini il Pane della Vita, se non diamo loro prima il pane materiale. Pertanto il primo impegno come profeti credibili della Carità, nel nostro tempo, nella nostra storia e nei nostri luoghi di vita, sarà quello di impegnarci in prima persona nella riuscita dell’Ottobre missionario e in particolare nella raccolta di fondi nella Giornata Missionaria del 24 ottobre, che sarà destinata per il sostentamento delle chiese povere del mondo. Grazie!

 

Prima il pane, poi la libertà!

 

La libertà nella fame è un fiore su un cadavere!

Dove c’è il pane c’è Dio.

“Il riso è il cielo”, dice il poeta dell’Asia.

La terra è un enorme piatto di riso,

un pane immenso e nostro, per la fame di tutti.

Dio si fa pane: lavoro per il povero dice il profeta Gandhi.

La Bibbia è un menu di pane fraterno.

Gesù è il pane vivo.

L’universo è la nostra tavola, fratelli.

Le masse hanno fame, e questo Pane è la loro carne,

martoriata nella lotta, vincitrice nella morte.

Siamo famiglia nello spezzare il pane.

Solo allo spezzare del pane ci potranno riconoscere.

Cerchiamo di essere pane, fratelli.

Dacci, Padre, il pane quotidiano:

il riso, il mais o la schiacciata,

il pane del sud del mondo.

(Pedro Casaldaliga)

 

Di seguito il materiale necessario per l’Ottobre e la Giornata Missionaria Mondiale 2021

 

Veglia missionaria

Rosario missionario

Adorazione Eucaristica

Video-testimonianze sul tema “Testimoni e profeti” per l’ottobre missionario 2021

Schede didattiche di approfondimento ai video ed interviste correlate

 

Manifesto GMM 2021